“A. Femminismi versus apartheid”

La prima discriminazione che l’uomo compie è quella tra il maschile e il femminile. Per questo nascere nel genere oppresso sarà sempre, e soprattutto all’occorrenza, un primo stigma. Al quale inevitabilmente se ne aggiungeranno altri durante la vita, le sue soglie e i suoi incroci, dove si fa esperienza sia dell’ubiquità dell’abuso del potere che della sua simultaneità. Dove si fa esperienza di una gestione gerarchica ed economica di tutto, dei margini soprattutto. Conoscere il percorso che ci ha fatto giungere a quei punti e a quei segni, permette di muoversi con attenzione, presenza e impegno, per costruire gli attrezzi giusti. Questo lo scopo dei versi qui proposti, dedicati alla capacità di evadere dalle strutture a celle che millenni di civiltà patriarcale e secoli sfrenati di capitalismo che ne è derivato ci danno come naturali. Come naturali e/o come risultato del destino vengono date ogni volta che conviene certe disuguaglianze.

In appendice, con l’introduzione di Gaia Puccini, Carme per le Streghe, scritto in occasione del primo concerto in Italia contro la pena di morte, che si svolse a Roma il primo novembre 2018. Inoltre, anche se non si usa per le raccolte poetiche, in ringraziamento a molte autrici e a tutte le sue amicizie, dalle quali ha tratto insegnamento e ispirazione, l’Autrice ha aggiunto una bibliografia minima.


Elisabetta Cipolli vive e scrive a Livorno. Dagli anni Novanta a oggi ha lavorato a numerose pubblicazioni sia in ambito saggistico che poetico. Dopo una formazione tecnica ha prestato servizio per vent’anni nel settore delle telecomunicazioni, ricoprendo varie mansioni. A seguito dell’ultimo licenziamento collettivo decide di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Per queste edizioni ha pubblicato Radici scalene (2016), Sticomanzie (2022) e, in quanto parte del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, Elettroshock (2014).

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Siamo una cooperativa di produzione e lavoro dal 1990. Proponiamo un modo di cercare, di porre domande sui vissuti, sui dispositivi totalizzanti,  sulle risposte di adattamento e sulle risorse creative delle persone che li attraversano.

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