Scrizioni irritate

 

*      Origini e scopo della mostra

*      Descrizione

*      Modalità di attuazione

*      Costi 

 

 

 

Mostra di linguaggi espressivi che nascono tra i banchi di scuola

 

Origini e scopo della mostra

Verso la fine degli anni novanta la cooperativa Sensibili alle foglie ha coordinato una ricerca all’interno di un istituto Professionale di Napoli per esplorare le ragioni della elevata dispersione scolastica in quell’istituto. Insieme al gruppo di insegnanti che partecipavano alla ricerca si decise di considerare come documenti significativi per analizzare il rapporto fra gli studenti e l’istituzione tutte quelle scrizioni: scritture, disegni, graffitti, scarabocchi che venivano tracciati dagli allievi sulle pareti della scuola, sulle porte, sui banchi, solitamente mal visti dall’istituzione, ma che rappresentavano l’orizzonte culturale, comunicativo e di valori che ogni studente portava a scuola al di là dell’identità di alunno che faticosamente l’istituzione cercava di costruire. Queste scrizioni spontanee in molti casi tracciate “sovrappensiero”, durante le lezioni scolastiche, sembrarono molto più veritiere ed utili ai fini della conoscenza di quella situazione e delle interazioni fra i vari soggetti della scuola, delle solite interviste addomesticate. Incuriositi da questa attenzione ai loro linguaggi gli studenti aprirono al gruppo di ricerca le loro agende scolastiche e pure i segni vari e variopinti tracciati tra i fogli di appunti delle lezioni. Utilizzammo per questa germinazione di segni il termine di scrizioni perché esse oscillano costantemente fra segno alfabetico, disegno e scarabocchio; irritate perché nascevano come una reazione evasiva ed “infiammata” al rito della lezione.

Partendo dalle prime forme espressive raccolte in quella circostanza Sensibili alle foglie ha attrezzato una mostra itinerante che grazie al lavoro espositivo, di ricerca e formativo che la cooperativa svolge da alcuni anni nelle scuole, si è arricchita di numerosi materiali via via raccolti nell’incontro con gli studenti e con gli insegnanti.

Scopo di questa rassegna itinerante è quello di sollecitare tutti gli attori interessati alla scuola, studenti, insegnanti, famiglie, verso una relazione pedagogica che accolga e valorizzi la persona: bambino, adolescente o adulto che sia, nella sua complessità e molteplicità. Come osserva Patrick Boumard, antropologo dell’educazione: “Un bambino, un adolescente porta a scuola tutte le sue personalità, tutta la sua molteplicità identitaria. E la scuola non riconosce che una sola di queste personalità: quella razionale, il lato allievo. Ma il bambino a scuola non è solo l’allievo, dunque in qualche modo la scuola lo riduce”. Questa riduzione genera un malessere che può essere attinto anche attraverso le sue rappresentazione creative che costituiscono al tempo stesso delle risorse creative per aggirarlo. 

                                              

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Descrizione

 

La mostra si caratterizza per complessità e ricchezza di segni che vanno dallo scarabocchio, alla scrittura, dal disegno, al graffito, per arrivare ad una delle più recenti acquisizioni: una composizione plastica creata con le penne biro da tre studenti dell’istituto tecnico E. Fermi di Tivoli (RM).

 I segni raccolti sono tracciati sui più diversi supporti: banchi, porte, agende scolastiche, quaderni, borse, e altri oggetti della vita quotidiana.

La mostra si compone di circa trecento pezzi ed è articolata per sezioni.

Una sezione è dedicata agli scarabocchi sia a quelli degli studenti che degli insegnanti.

Prima ancora della scrittura, del disegno o del dipinto spontanei, scarabocchiare è la più comune fra le risorse creative: durante una lezione monotona, ma anche una noiosa riunione del collegio docenti, mentre una parte della persona continua il proprio impegno nella relazione in atto, accade che la penna possa scrivere da sola come sospesa da un altro pensiero e un mondo parallelo sbuchi nel cervello, lo invada e lo porti con sé. 

                                          

Vengono esposte tavole di scarabocchi che raccontano la percezione che gli studenti hanno della scuola, a volte disegnata come prigione, in altri casi enfatizzata come un “arcipelago della cultura e della meditazione”. Altre scarabografie narrano alcuni momenti difficili della vita: l’adolescenza, la malattia, un lutto, la solitudine; passaggi della vita comunque presenti, nonostante l’impegno della lezione.

Dalle risorse creative individuali, ma da tutti praticate, come gli scarabocchi, la mostra si estende ai linguaggi sociali e di gruppo, come il writing ed il graffitismo. Scrizioni irritate per eccellenza sono, infatti, le “firme ornate”, le tag, dei giovani writer metropolitani, scritte sui muri, sulle metropolitane, ma anche sui banchi di scuola, sulle porte. Esse costituiscono un’affermazione identitaria, nella forma di un alter ego, un “nome d’arte”, che l’autore cerca di rendere visibile, più che può.

                      

Tra gli oggetti esposti spiccano le ante di alcune porte.

In qualunque luogo si trovi, la porta indica sempre una soglia controllata, un dispositivo d’inclusione e d’esclusione. Le porte raccolgono la miriade di messaggi (amorosi, politici, poetici, del tifo sportivo….) tracciati proprio da quelle identità che lo studente dovrebbe lasciar fuori dalla porta prima di entrare in aula per essere “allievo”.

Una delle porte in esposizione era nei cardini di un’aula dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri E. Fermi di Tivoli (RM). Un’altra porta in mostra chiudeva invece uno dei gabinetti del liceo scientifico Plinio di Roma.

                                                           

Un’attenzione specifica è dedicata alle agende scolastiche in alcuni casi riprovate dai responsabili della scuola per il disordine proliferante di segni che le caratterizza ma che svolgono una importante funzione di integrazione identitaria della persona. Come scrive l’autrice di un’agenda: “Nell’agenda resta tutto assieme, sento che cresce con me”.  

 

Per non dare una percezione errata della scuola come un mondo a sé, le scrizioni irritate raccolte in varie istituzioni scolastiche vengono messe a confronto con forme espressive analoghe raccolte in diversi ambienti di lavoro: da quelli della stessa cooperativa Sensibili alle foglie, ai call center,  per vedere come, in ogni contesto istituzionale, la creatività spontanea possa diventare una risorsa per affrontare una riunione di lavoro particolarmente impegnativa oppure affittiva, o i ritmi stressanti del lavoro di ufficio.   

 

Ogni ambito della mostra è corredato di schede illustrative che consentono al visitatore un attraversamento autonomo.

    

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Finalità e interlocutori

 

La mostra mira ad una valorizzazione culturale di quei linguaggi espressivi, solitamente guardati con riprovazione dall’istituzione scolastica, che possono invece costituire una risorsa per una scuola attenta, anche dal punto di vista pedagogico, alla complessità culturale ed alla molteplicità identitaria di tutte le persone che vi partecipano.

La mostra si rivolge quindi innanzitutto a tutti gli attori del mondo della scuola ma anche a quegli operatori che lavorano nel campo artistico e della creatività.

 

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Modalità di attuazione

 

La mostra della durata di quindici giorni sarà inaugurata con una presentazione al pubblico e con una visita guidata diretta dal curatore della rassegna.

Potranno essere concordate visite guidate per le scuole.

Il periodo dell’esposizione va inteso anche come un cantiere aperto. Durante la mostra, infatti, si avvierà la raccolta di scarabocchi, agende, ed altri materiali che possono arricchire l’esposizione in corso, ed essere attrezzati momenti laboratoriali di sollecitazione alla creatività spontanea da organizzare con le scuole interessate.

 

Altri aspetti delle modalità attuative sono da concordare con gli altri gli enti che cooperano al progetto.

 

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Costi

 

Le attività di seguito elencate verranno svolte dalla cooperativa Sensibili alle foglie per l’ammontare di euro 9000,00 + IVA (20%).

Ideazione e progettazione della mostra, selezione delle opere, preparazione delle schede illustrative; promozione dell’immagine della mostra; preparazione delle opere su supporti adeguati, imballaggi, trasporto; scenografia della mostra, allestimento e smontaggio; visite guidate alla mostra.