MOSTRE
Scrizioni Ir-ritate

 
  Mondovì Piazza (CN)
Venerdì 20 novembre
ore 17
presso l’Antico Palazzo di città, in via Giolitti 1,
Inaugurazione della mostra "La forza della creatività da Antonin Artaud ai banchi di scuola"
Visita guidata di Nicola Valentino, direttore dell’Archivio di scritture, scrizioni e arte irritata.
Si tratta di una mostra sulle forme espressive (dallo scarabocchio al disegno, dal graffito alla composizione plastica) con materiali di giovanissimi autori, provenienti prevalentemente dal mondo scolastico. In breve, si tratta di valorizzare quei linguaggi espressivi – affidati ai fogli, alle agende, alle porte o ai banchi – che consentono agli attori del mondo scolastico, siano studenti o insegnanti, di affrontare quei malesseri e quei disagi che un’istituzione porta necessariamente con sé, dal momento in cui deve considerare i suoi attori prevalentemente in base al ruolo che essi vi svolgono.
Alla mostra è associato uno spettacolo teatrale, a cura di Voci erranti, sulla figura di Antonin Artaud, quale uomo che ha saputo affrontare i suoi disagi e le sue sofferenze utilizzando la sua creatività, fino a diventare il grande artista che tutti conosciamo.
L’iniziativa, in collaborazione con l'Associazione Voci Erranti, è patrocinata dal Comune di Mondovì e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
L’ingresso è libero e si possono concordare visite guidate nel periodo 21 novembre-6 dicembre.
Il progetto, rivolto agli istituti d’istruzione superiori, consiste nel proporre ad alcune classi due ore, in orario scolastico, all’Antico Palazzo comunale, a Mondovì Piazza, dove è allestita la mostra tra il 21 novembre e il 6 dicembre.
Per una sola mattina - preferibilmente sabato 28 novembre – l’offerta riguarda sia lo spettacolo che la mostra. Si tratterebbe di circa 40 minuti di visita guidata alla mostra, 40 minuti di spettacolo e il restante da dedicare al dialogo con gli studenti, per due turni di gruppi di classi (un gruppo di due o tre classi che arriva alle 8.30 e l’altro alle 10.45, per esempio).
Negli altri giorni, sarebbe offerta soltanto la visita guidata alla mostra, un po’ più approfondita e con un tempo da dedicare anche ad attività laboratoriali sulla creatività come risorsa a cui attingere per crescere e per comunicare.


Dagli scarabocchi ai graffiti. Risorse creative nel malessere della normalità

Con questa mostra itinerante la cooperativa Sensibili alle foglie amplia la sua ricerca dalle forme espressive delle persone recluse nelle istituzioni totali, alle risorse creative nel malessere della normalità.
La ricerca culturale, che è a fondamento della mostra, individua nell’adattamento alla normalità, nella determinazione a restare entro le sue perimetrazioni una fonte di malessere. In ogni istituzione ordinaria sono potenzialmente all’opera quei dispositivi relazionali totalizzanti che caratterizzano le istituzioni totali. Qualora essi trovino, nelle dinamiche istituzionali, condizioni favorevoli per manifestarsi, uno o più attori di quella specifica istituzione, subiscono una vasta gamma di torsioni e mortificazioni alle quali tenderanno a sottrarsi dissociandosi in varie forme dalla loro condizione. Evidenziare questi dispositivi, ma soprattutto le risorse per affrontarli, può favorire un¹ecologia delle relazioni sociali che rimetta al centro la persona.
Prima ancora della scrittura, del disegno o del dipinto spontanei, scarabocchiare è la più comune delle risposte dissociative e delle risorse creative: durante una lezione monotona, una riunione di lavoro asfissiante, una telefonata noiosa, mentre una parte della persona continua il proprio impegno nella relazione in atto, accade che "la penna scrive da sola come sospesa da un altro pensiero e un mondo parallelo sbuca nel cervello, lo invade e lo porta con sé".
Scarabocchiare fa bene in ogni caso perché svolge una funzione auto terapeutica, libera una scarica grafico-motoria e genera una catarsi. E’ una risorsa, però, soprattutto quando, rompendo le gabbie della scrittura e dello spazio grafico, crea forme e costruisce mondi.

La mostra si compone di circa trecentocinquanta pezzi. L’itinerario espositivo prevede grandi aree tematiche riferite ad alcuni contesti istituzionali: la scuola, innanzitutto, con un’esposizione di scarabocchi, ma anche di scritture, tags ed altri linguaggi, tracciati su diversi supporti: agende scolastiche, borse, banchi. La mostra ospita anche una porta graffita, donata dall’Istituto E. Fermi di Tivoli (RM) ed una scultura di alcuni studenti di quello stesso istituto. Oltre ai linguaggi espressivi degli studenti sono esposte, insieme alle scarabografie degli insegnanti, anche una nutrita raccolta di scrizioni prodotte in diversi contesti lavorativi o durante convegni e riunioni politiche o semplicemente al telefono. Nascita, morte, adolescenza e solitudine emergono nell’itinerario espositivo come momenti della vita che uno scarabocchio può aiutare ad attraversare con maggior consapevolezza. La mostra propone ancora scritti e opere di alcune persone ricoverate in una casa di cura per anziani di Nemi (Rm) ed alcuni "scarabocchi d’autore" introducono al rapporto tra scarabocchi e mondo dell’arte. L’esposizione è interpretata anche come un cantiere aperto. Durante ogni mostra, infatti, verranno raccolti scarabocchi ed altri materiali che potranno arricchirla.
I materiali esposti appartengono alla raccolta di scarabocchi dell’Archivio di scritture, scrizioni e arte ir-ritata della coop. Sensibili alle foglie, l’attività di raccolta delle opere è inoltre resa possibile grazie al lavoro espositivo, di ricerca e formativo che la cooperativa svolge da alcuni anni nelle scuole, nelle istituzioni sanitarie e nei luoghi del disagio urbano.

Interlocutori sociali
La mostra, per l’argomento che tocca: il malessere della normalità, e la ricerca creativa che promuove, per il fine da cui è animata: una migliore ecologia delle relazioni umane, si rivolge innanzi tutto al grande pubblico. Un’utenza particolare può essere costituita dalle scuole, dagli operatori sociali, culturali e della sanità, dal mondo dell’arte.

Modalità d’attuazione
La mostra della durata di dieci giorni sarà inaugurata con una presentazione al pubblico e con una visita guidata diretta dal curatore della rassegna. Altre visite guidate potranno essere concordate.

 
   
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