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MOSTRE
Luoghi senza tempo e senza forma
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Incontro con le forme espressive di persone recluse o in difficoltà a vivere La mostra propone un incontro con forme espressive prodotte da persone recluse nelle istituzioni totali o in altre condizioni d’esclusione sociale e di abbandono. Sono rappresentate: l’ergastolo, il braccio della morte, il carcere, il manicomio giudiziario, le istituzioni psichiatriche, il campo di concentramento.
Gli autori in rassegna sono attualmente un centinaio.
L’esposizione ha una struttura didascalica; ogni autore è accompagnato da una scheda che illustra il contesto istituzionale nel quale è affiorata la vena creativa e le caratteristiche della sua modalità espressiva. Altre schede presentano i principali laboratori d’arte ospitati, alcuni dei quali hanno ormai un valore storico, avendo cessato l’attività con la chiusura di alcune grandi istituzioni manicomiali.
Nel suo lungo itinerario espositivo iniziato nel 1995, "luoghi senza tempo e senza forma" ha operato, su commissione di enti ed istituzioni pubbliche, come un valido strumento didattico, di grande interesse per pubblici di ogni età.
L’esposizione, guidata da un operatore di Sensibili alle foglie o liberamente attraversata, avvalendosi delle schede, consente ai visitatori un incontro con le risposte alla sofferenza e alla privazione che accomunano gli umani prima e oltre le specifiche contingenze di ciascuno.
Può essere validamente utilizzata per educare alla creatività quale risorsa a cui tutti possono attingere nei momenti difficili.
Inoltre essa forma ad una cittadinanza solidale e sensibile, favorendo l’incontro con i mondi reclusi ed emarginati.
Alcune delle mostre allestite sin qui hanno costituito una significativa esperienza didattica, per le numerose visite guidate richieste dalle scuole e per l’incontro frequente e positivo con studenti ed insegnanti, sui temi della solidarietà sociale, della cultura e delle specifiche istituzioni totali.
Trattando in modo non specialistico il problema sociale della reclusione e dell’esclusione, la mostra sollecita l’interesse del grande pubblico ma anche quello di diverse professionalità a vario titolo interessate: educatori, psicologi, medici, sociologi, operatori istituzionali e del mondo dell’arte.
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