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PROGETTO MEMORIA
La Ricerca
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Il Progetto Memoria è una ricerca storico-documentaria sull’esperienza armata che ha attraversato l’Italia negli anni 70-80. La fascia temporale presa in considerazione va dal 1969 – anno nel quale le forme assunte dalla repressione (come ad esempio la strage di Piazza Fontana) spingono i movimenti a interrogarsi sull'uso delle armi nei processi rivoluzionari – al 1989, anno della "caduta del muro di Berlino", che segna una linea di confine rispetto ai modi di pensare la politica, le relazioni tra Paesi, le rivoluzioni e quant’altro vi attiene. La ricerca, nata nel 1991 all'interno della cooperativa Sensibili alle foglie, si avvale dell'omonima collana editoriale per rendere pubbliche le sue acquisizioni e per auto-finanziarsi, attraverso la commercializzazione dei libri, al fine di garantire l'autonomia e la serietà del lavoro.
Ad oggi sono 5 i volumi pubblicati.
Il primo, "La mappa perduta", è stato più volte ristampato e nel 2006 abbiamo pensato di farne una seconda edizione, che differisce dalla prima principalmente per l'aggiornamento della quinta parte, relativa alla situazione degli inquisiti ancora in carcere, che sono passati dai 212 del 1994 (anno della prima edizione) ai circa 66 di oggi.
La mappa descrive (con dati, notizie, grafici e tabelle) l'esperienza armata nel suo insieme, portando l'attenzione sulle caratteristiche socio statistiche (età, studi, lavoro e provenienza geografica) degli inquisiti per banda armata o associazione sovversiva. Una ricca bibliografia delle e sulle 47 organizzazioni che hanno operato in quegli anni accompagna la sintesi dei passaggi salienti per ciascun gruppo armato. Il libro presenta l'elenco delle 128 persone decedute a causa dell'attività armata e quello dei 69 militanti deceduti.
A questi ultimi è dedicato il secondo volume, "Sguardi ritrovati", nel quale, attraverso documenti d'epoca e testimonianze inedite, prodotte per questa ricerca, si restituisce un profilo sociale delle persone e dei contesti nei quali hanno maturato le loro scelte. Per ciascun nominativo vengono proposte le note biografiche essenziali, le eventuali scritture, i documenti prodotti da formazioni armate o altri gruppi sociali per la persona o per l'evento nel quale ha incontrato la morte.
Il terzo volume, "Le parole scritte", propone un centinaio di documenti scritti da 32 organizzazioni armate. Li presentiamo nella loro versione originale e integrale, seguendo l'ordine cronologico di nascita delle formazioni che li hanno redatti, ritenendo che le parole scritte "all'epoca dei fatti" possano essere un utile strumento di conoscenza delle motivazioni e dei contenuti espressi da ciascuna esperienza organizzativa nel corso dei vent'anni considerati. Per ciò che concerne l'elaborazione politica e la diversificazione dei linguaggi nelle diverse formazioni ed epoche, i documenti presentati costituiscono la struttura essenziale dell'esperienza armata di sinistra nel suo complesso.
Il quarto, "Le torture affiorate", presenta un quadro informativo sull'uso della tortura nei confronti di 27 arrestati per banda armata negli anni settanta e primi ottanta. La prima parte fornisce una mappa delle torture denunciate, presentando in ordine cronologico le testimonianze dei torturati. Le denunce sono accompagnate, quando ciò è stato possibile all'epoca dei fatti, da eventuali perizie mediche e relativi allegati fotografici. La seconda documenta quello che è stato il dibattito sulla "questione tortura" nei primi mesi del 1982. A titolo illustrativo del contesto, presenta alcuni atti parlamentari e una eterogenea documentazione che attraversa i mondi del giornalismo, della magistratura, delle forze dell'ordine e delle organizzazioni armate. Inoltre si dà conto delle posizioni assunte sulla questione da organismi sociali e politici di varia ispirazione. La terza propone, per gli eventi cui ha fatto seguito un interventi della magistratura, alcuni documenti giudiziari: sentenze, atti istruttori e allegati processuali di più ampio respiro e interesse generale.
Nel quinto volume, "Il carcere speciale", sono descritte le esperienze dei militanti prigionieri nel carcere speciale, le loro lotte, le risposte alla detenzione e l'apporto teorico alla discussione sul carcere e sulle sue trasformazioni in quegli anni. Il libro è articolato in due parti. La prima propone, a partire dalle prime lotte carcerarie del 1969 fino al 1989, 186 documenti d'epoca, scritti da collettivi e singoli delle diverse formazioni armate nelle diverse carceri italiane, con particolare attenzione al circuito speciale, e una trentina di testimonianze redatte successivamente. L'ordine di presentazione è cronologico, ogni capitolo corrisponde ad un anno e, oltre alla documentazione relativa ai differenti orientamenti dei prigionieri, propone quei testi giuridici (leggi, decreti e circolari) che hanno modificato l'ordinamento penitenziario o comunque hanno inciso in maniera determinante sul trattamento dei detenuti. La seconda parte propone 26 documenti eterogenei che, da differenti punti di vista, mostrano l'evoluzione degli istituti che hanno regolato la vita in carcere dal 1990 al 2006 (anno della prima edizione) non soltanto per i prigionieri politici.
L'insieme di queste informazioni consente oggi, a chiunque abbia la pazienza e l’interesse per farlo, di costruire un proprio percorso di lettura di quegli anni. Ci sembra importante investire chi si interessa a questa esperienza della responsabilità del suo personale viaggio nelle informazioni raccolte e pubblicate. Riteniamo che un superamento della lettura manipolativa proposta e gestita durante e dopo l’esperienza armata dalla controparte, possa avvenire soltanto alla condizione che chi si accosta a quelle informazioni abbia voglia di pensare con la propria testa, di cercare i suoi fili conduttori; perciò proponiamo dei libri che sono puramente descrittivi e anche negli incontri seminariali offriamo soprattutto induzioni ad interrogarsi, informazioni che ne richiedono altre, che possono suscitare altri collegamenti, far emergere altre differenze. La lotta armata in Italia ha espresso un fermento sociale e generazionale molto articolato e ampio, su un arco di anni attraversato da mutamenti sociali e politici non indifferenti. Perciò si può tentare di leggere il fenomeno solo guardando alle differenze che lo hanno attraversato e composto. Poiché esse illuminano territori e situazioni che hanno riguardato, in quegli anni, l’intera società.
Poiché il dibattito intorno a questi temi, quando c'è, continua ad essere molto fumoso e ideologico, e l'informazione che arriva alle nuove generazioni è, come altre ricerche mostrano, a dir poco lacunosa e fuorviante, lo scopo di questo lavoro continua ad essere quello di offrire strumenti di conoscenza, dati e informazioni che consentano a chi parla, e a chi ascolta, di sapere almeno di che cosa si sta parlando.
In questo quadro la ricerca prosegue, in questo momento, in tre direzioni che sinteticamente definiamo "I processi", "L'esilio" e "Le donne".
Per quel che riguarda "i processi" il progetto è quello di raccogliere documenti (capi d'imputazione e sentenze) che consentano di far emergere le disparità di trattamento tra condannati, a parità di reato, sulla base delle diverse leggi (quelle che prevedevano le aggravanti per finalità di terrorismo e quelle premiali) nei diversi momenti storici. Contemporaneamente si vuole documentare il modo con il quale i militanti hanno affrontato gli istituti giuridici (si pensi al processo guerriglia, ecc.) raccogliendo i documenti presentati ai grandi processi (significativi soprattutto per le organizzazioni maggiori).
Per "L'esilio" la finalità è documentare un'esperienza che ha riguardato una parte degli inquisiti presi in considerazione dalla nostra ricerca. Così come abbiamo portato l'attenzione su chi ha incontrato la morte, la tortura, il carcere, per completezza vorremmo fornire un quadro informativo su chi è stato, o è ancora, esule.
Per ciò che concerne "le donne", l'idea è valorizzare la specificità della presenza delle donne nel fenomeno armato. Specificità che può emergere mettendo a confronto dati e documenti di altre istituzioni dell'epoca (sindacati, partiti, ecc) o di altre istituzioni storicamente maschili come possono esserlo la Chiesa, l'Esercito, ecc. A queste informazioni sarebbe importante aggiungere testimonianze di donne ancora in carcere o ancora in esilio per quell'esperienza. Ma questo dipende dalla disponibilità a farlo che incontreremo.
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